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11 Marzo 2019

“Falce e doppietta”, cinquant’anni nel labirinto della storia

Nel diario della memoria di Fausto Prosperini, già presidente nazionale della Federazione, le cronache, più suggestive di un racconto, dell’Italia della rinascita.    

Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. (Paul Sweeney) 

E’ uno dei pochi libri di cui conti le pagine e speri non finisca mai. Come l’avaro quando trae dal forziere una manciata di monete d’oro. Perchè “Falce e doppietta”, cronache di vita tra famiglia, lavoro e politica, non cade mai nella trappola dei ricordi ma incastona nel racconto il fascino di una quotidianità che ti appartiene. Un po’ come se anche tu, giorno dopo giorno, fossi complice di quelle vicende che Fausto Prosperini traduce in frasi e, mormorate a fior di labbra, diventano parole o si fanno tue nei pensieri.

 Perché c’è aria di casa in quelle 270 pagine ed una “galleria fotografica” suggestiva, che ti riconducono al fascino del paese, a giorni remoti costruiti su pochi ricordi e tanta speranza e suscitano una mai dimenticata nostalgia che divampa all’improvviso.

 Come braci vivide nascoste sotto la cenere del camino…

Così già nelle prime righe ritrovi qualche scintilla dell’enigma illuminato da remoti ricordi della tua infanzia perché il titolo non lascia dubbi, l’epoca ti appartiene e ciascuna parola mai lo rivela bugiardo.

Sono vicende di un vivere quotidiano sopravvissuto alla guerra e quando, ma ancora per poco, il mezzogiorno giungeva coi dodici rintocchi della campana ed al tramonto l’avemaria chiedeva a tutti d’affrettare il passo verso casa ed il cane sul sentiero del ritorno  abbaiava all’odore di minestra.

Ma sono anche le mille vicende di un’epoca che ha segnato la storia con grandi nomi e grandi riforme , ha liberato l’uomo dalle catene di sudditanze inespresse o da destini segnati fin dalla nascita, ha regalato all’intera Penisola uscita stremata nel morale e nell’economia da una guerra ancor meno impietosa di ogni altra guerra.

 Grandi uomini, grandi laici e grandi cattolici insieme nel disegno immenso di preparare la pace per aver la pace, proprio come era andato predicando nelle piazze Filippo Turati e tanti altri come lui e non ultimo don Lorenzo Milani in quel suo “Lettera ad una professoressa”che sventolò meglio e più di una bandiera sul Sessantotto e nelle vertenze sindacali. 

 Fausto Prosperini, giornalista, politico di primo piano, uomo di Federcaccia  racconta la sua vicenda di vita e parola dopo parola, avvenimento dopo avvenimento ti irretisce nell’incantesimo e t’accorgi che è un po’ anche la tua ed insieme è la storia di noi.

 La caccia che ne è il filo conduttore a cominciar dal titolo, mai bugiardo,  diventa la musica di sottofondo alle vicende politiche o si scopre occasione per un romanzo che, alla maniera degli inglesi, somiglia, accattivante com’è, ad una saga. In un ideale crocevia di vicende trovi storie di caccia e avvenimenti politici determinanti, rinascita economica e squarci di storie minime. Ciascuna incastonata nel libro che costruisce un mosaico originalissimo di esperienze e del diario di una collettività che conquista migliori condizioni di vita.

Personaggi della nostra storia, da Giorgio Napolitano a Marcello Sighinolfi presidente dell’Emilia Romagna ad Enrico  Berlinguer e tanti altri. Politica e caccia vanno insieme, proprio come nel titolo “Falce e doppietta” in un racconto di vita originalissimo e che diventa il ritratto di un’Italia oggi in parte dimenticata che divenne grande per merito di un popolo e di uomini grandi

                                                                                                                                               Rodolfo Grassi

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